30 agosto 2016 - Internet

Zuckerberg, il discorso agli studenti in 10 punti

Mark Zuckerberg a Roma
Jeans e t-shirt grigia, speech adrenalinico e una gran voglia di connettersi con l’uditorio. Mark Zuckerberg trasmette energia alla platea dell’evento Question & Answer alla Luiss, fatta di studenti emozionati che lo accolgono come un semi dio e a turno gli rivolgono domande. Ma anche il 32enne Ceo e fondatore di Facebook tradisce un po' di emozione, che esorcizza con qualche battuta. "La ragione per cui sono venuto a Roma è trovare dei Pokemon Go", esordisce rispondendo a una domanda sul videogame che fa impazzire il mondo. Ma i temi del Q & A sono tanti, almeno quanti i quesiti che ogni giorno ci poniamo sul dilagare dei social network nella vita quotidiana, sui pro e contro del restare sempre connessi, sul ruolo dei social nelle opportunità culturali, di istruzione e di crescita e sulla funzione filantropica e di sicurezza che, Zuckerberg ne è sicuro, sta andando rafforzandosi proprio attraverso questi canali. Fino al Safety check, particolarmente utile in caso di terremoti o altre catastrofi, e all’ingente donazione - 500mila euro – di Zuckerberg alla Croce Rossa.  Ma vediamo i punti salienti dello Zuckerberg – pensiero emersi nell’evento Luiss.
IL VIDEO INTEGRALE
https://www.facebook.com/zuck/videos/10103066366848051/
1.   La realtà virtuale e il suo futuro
La realtà virtuale, nella quale Facebook sta effettuando investimenti ingenti, è destinata a diventare, secondo Zuckerberg, "la più grande piattaforma social mai vista. Quello che abbiamo visto finora non è la fine della strada. Ogni vent'anni arriva una nuova grande piattaforma: prima abbiamo avuto i pc portatili, poi i browser, oggi gli smartphone e tra i prossimi cinque e vent'anni vi guarderete intorno e sarete in un posto nel quale non siete presenti fisicamente ma sembrerà esattamente come se lo foste. La realtà virtuale sarà un'esperienza sociale potentissima, consentirà di incontrare una persona con la quale non potete stare fisicamente come se foste nello stesso posto. Io, per esempio, ora vorrei poter vedere mia figlia, che è in California".
2.   Il terremoto e il Safety check di Facebook
"In Italia ha ben funzionato il sistema Safety Check, che consente agli utenti di far sapere ai propri cari di stare bene. Il 50% degli utenti ha usato il 'safety check', osserva Zuckerberg. Il successo non si misura dalla condivisione delle foto, ma da quanto la nostra community può aiutare in caso di disastri naturali, come il terremoto. Questo è il cuore della nostra missione, lavoreremo di più su questo nel futuro, la nostra comunità per essere forte deve avere gli strumenti per intervenire in situazioni difficili".
3.   Il Safety check prossimo venturo
"Giudichiamo se Facebook ha successo anche dal fatto se riusciamo contribuire a mantenere le persone al sicuro. Safety check è nato per disastri naturali e poi purtroppo lo abbiamo dovuto estendere agli attacchi terroristici. La prossima cosa è estendere la possibilità che siano gli utenti e creare l'evento. Come nel caso di un bambino smarrito o nella prevenzione di suicidi. Siamo molto fieri di essere riusciti, dove lo abbiamo testato, a salvare delle vite".
4.   Terremoto: 500mila euro alla Croce Rossa
"Quando ho saputo del terremoto sono stato molto triste. La prima reazione è stata chiedersi se c'era una qualsiasi cosa da fare per aiutare. Abbiamo cominciato a lavorare con la Croce Rossa. Abbiamo donato 500mila euro e messo a loro disposizione la piattaforma di Facebook per tutto quello che possa loro servire".
5. Facebook e l'amatriciana solidale
"Mi ha colpito un ristorante che ha postato nel suo profilo Facebook che per ogni piatto di amatricana darà un euro per gli aiuti ai terremotati. Ha anche invitato gli altri ristoranti a fare lo stesso e ora oltre 700 hanno aderito. E questo mostra le potenzialità del nostro strumento".
6. Più Facebook, meno contatti 'reali' tra le persone?
"Se pensassi di aver rovinato la comunicazione, cambierei il nostro prodotto. E invece la maggior parte degli utenti di Facebook non sostituisce l'interazione dal vivo con quella online ma si tiene in contatto con persone che altrimenti non vedrebbe; se andassi a cena dalla mia famiglia e poi comunicassimo tutti su Facebook, ognuno in una stanza diversa, allora sarebbe preoccupante. Niente sostituisce l'interazione faccia a faccia, auspicabilmente la realtà virtuale ci andrà vicino. Sullo sfondo vediamo gli aggiornamenti di persone che magari non chiamiamo o non possiamo visitare ma ci fa piacere sapere che facciano; non stiamo rovinando nulla, stiamo estendendo quello che già facciamo".
7. I love Rome
"Mi trovo a Roma, sono emozionato perché io adoro Roma, ci sono venuto anche in viaggio di nozze. All'università ho studiato storia latina, cultura romana e pensavo di conseguire una laurea in studi classici, invece ho conseguito la laurea in informatica, ma adoro Roma, l'amo cosi tanto che in viaggio di nozze mia moglie mi ha detto, scherzando, che c'erano tre persone in viaggio: io, lei e Augusto".
8. Facebook, volano per il business italiano
"L'Italia è uno dei Paesi dove Facebook viene più utilizzato per mantenere contatti di affari. Quello che vediamo in Italia è straordinario. Una simile diffusione riguarda almeno uno su 10 tra i 29 milioni di profili che risultano iscritti in Italia ed è legata al tessuto di microimprese che caratterizza la penisola. Avete una buona cultura imprenditoriale, dovete rimanere ottimisti e concentrarvi su quello che volete costruire".
9. Facebook smart-home
"Il sistema è quasi pronto, forse lo mostreremo il prossimo mese. La sfida è stata mettere a punto il sistema di intelligenza artificiale. Siamo al punto in cui posso controllare cose come luci, musica, porte e temperature con comandi vocali. Stiamo provando anche a creare cose divertenti e sono impaziente di mostrarle al mondo. Come il riconoscimento facciale degli amici che suonano al campanello di casa per aprire la porta d'ingresso. Sono fiducioso di poterlo mostrare il prossimo mese".
10. La mamma è sempre la mamma
"Avrei potuto fare molto meglio. Penso sempre che abbiamo da fare di più e meglio. Me lo hanno insegnato i miei genitori, entrambi medici: usa il tuo tempo meglio che puoi. Un giorno a pranzo mia mamma mi ha detto: tu devi aiutare molte più persone di quanto facciamo noi due. Io mi sveglio ogni mattina e sento questa responsabilità. E la sento anche per la generazione di mia figlia".

Fonte: www.quotidiano.net

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