2 novembre 2016 - Imprese

Assintel Report 2016: 10 cose da sapere sull’It italiano

Assintel Report 2016: 10 cose da sapere sull’It italiano
In uno Smau 2016 che ha un certo sapore di nuovo, spicca l’evento Assintel Report 2016 realizzato per Assintel da Nextvalue con il patrocinio di 8 aziende sponsor, che va oltre il classico volume cartaceo che tutti gli operatori Ict si sono trovati a sfogliare negli ultimi anni.
Nextvalue, insieme al partner per la formazione Cfmt, ha realizzato una interessante evoluzione digitale del cartaceo che ha per fulcro l’elaborazione dei Big Data derivanti dalle rilevazioni della società di ricerca presso un migliaio di decisori Ict italiani.
Un sito nuovo, una app e, comunque, un confortante sunto cartaceo per i più nostalgici, che flitrano, ruotano, scendono nei particolari delle voci di rilievo per il mercato Ict italiano.
Alfredo Gatti, fondatore e managing partner di Nextvalue si è affidato alle altrettanto confortanti slide per illustrare i risultati di Assintel Report 2016.
Vediamo le 10 previsioni per il 2017 da Assintel Report 2016
.1  Priorità della funzione It
Rispetto a una crescita generalizzata delle diverse voci si nota una certa riduzione di interesse di “Migliorare Operation It e Performance” (-10%), la prima tra le priorità e di “Ridurre i costi dell’It” (-6% in previsione).
Se il primo indicatore può preoccupare, il secondo potrebbe incoraggiare.
.2  Progetti e investimenti d’innovazione
Fa piacere vedere svettare il 36% di Crm/Customer Experience/UX, finalmente il cliente prima di tutto.
E un certo ridimensionamento per “Mobile App per Consumatori”.
.3  Variazione delle componenti di spesa
C’è una luce in fondo al tunnel che parla di un 45% degli intervistati che prevede un incremento di spesa in “Nuovi progetti e investimenti di Innovazione”.
E gli investimenti sulla “Gestione dell’esistente” stagnano, meno male.
.4  Budget It
Altra buona notizia: la variazione dell’incidenza del fatturato complessivo da un anno all’altro è in crescita: il 29% dei mille intervistati prevede un ritocco di almeno il 5% sul valore della spesa dell’anno precedente, il 5% in più rispetto al 2016.
.5  Ripartizione del budget It
Qui la situazione è tragica: è possibile che il Security Management (It) sia fanalino di coda con il 5% del totale del budget?
E per il 63% del panel i soldi destinati sono sufficienti.
La componente è superata dalla voce “Consumi Energetici (e altro)” e, soprattutto, dagli investimenti sul personale It interno.
.6  Budget It, variazione delle componenti
Rispetto alla rilevazione dell’anno precedente, ci si aspetta un incremento di investimenti di almeno il 5% per il 33% delle aziende del panel relativamente al Software, per il 30% relativamente ai Servizi It.
.7  Criteri di scelta del fornitore
Se, da una parte, sembra che cambiare fornitore It sia comunque un trauma per la stragrande maggioranza del panel, dall’altra c’è speranza per i newcomers.
In particolare, sembra che un’offerta innovativa si possa prendere in considerazione ma, per il resto, è una guerra.
.8  Owner della spesa It
Interessante notare che il 20% della capacità di spesa It viene demandata a dipartimenti esterni al Cio.
E, ci sentiamo di affermare che, per certi progetti, la percentuale potrebbe salire.
Sono il marketing e la produzione a detenere spesso questo tesoretto, avvicinarne i responsabili richiede un approccio molto particolare.
.9  Investimenti It a supporto del business
Secondo Assintel il 58% degli intervistati è propenso.
E, in particolare, il 42% di quella fetta andrebbe ai Digital Enabler, lasciando le briciole agli altri (Innovation Accelerator e Servizi It-enabled).
.10 Portfolio progetti Digital Enabler con priorità alta
Una volta capito che il fornitore deve essere un Digital Enabler, che tipo di progetti dovrebbe proporre?
Secondo Assintel la “Customer Journey” viene prima di tutto (34% del totale), a seguire il Cloud e la Cybersecurity (16% entrambi).
Chi fa cosa secondo Assintel Report 2016
A questo punto concludiamo con le classificazioni di Assintel Report 2016 su chi fa cosa.
Il Digital Enabling comprende il Cloud Computing, Mobile Enterprise, Cybersecurity, Big Data e Advanced Analytics, IoT, Customer Journey e Software Defined Datacenter.
Gli Innovation Accelerator riguardano, invece, le iniziative di Robotica, Cognitive Computing, Additive Manufacturing, Augmented Reality, Gamification e Blockchain, probabilmente troppo per le nostre aziende.
Infine, i Servizi It-Enabled sono quelli che contribuiscono ad accelerare e garantire la distribuzione delle applicazioni sull’infrastruttura It esistente (Resilence e Legacy).
 

Fonte: www.01net.it

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